FESTEGGIAMENTI DI SAN BENEDETTO

Ogni anno il mese di febbraio, a Taggia, si conclude con una manifestazione davvero affascinante: una grande rievocazione storica dedicata al patrono del borgo medievale, San Benedetto Revelli. Con il passare del tempo, l’appuntamento ha assunto sempre più charme e importanza, tanto da essere considerata una delle migliori feste storiche d’Italia. Si svolge ogni ultimo weekend del mese e nel 2023 l’evento è giunto alla quarantesima edizione.

La cornice della manifestazione è il centro storico di Taggia, secondo in tutta la Liguria per interesse storico. La città, grazie alle scenografie che vengono create appositamente per questo grande evento, vive momenti di vita vissuti nel lontano 1600 dai tabiesi.

La preparazione di questa manifestazione richiede un grosso impegno da parte di tutta la comunità con centinaia di figuranti vestiti con abiti fedeli all’epoca di riferimento e realizzati a seguito di importanti studi su testi storici. Si tratta di mesi di duro lavoro, ma l’atmosfera che si respira in quei giorni è davvero magica e consente di fare un vero e proprio tuffo nel passato.

Il sabato viene animato dalla rievocazione della grande battaglia del 1625. La domenica è divisa in due: la mattina per le vie e le piazze del borgo i Rioni cittadini mettono in scena le ambientazioni storiche; mentre il pomeriggio sfila il corteo storico con centinaia di comparse.

Ad occuparsi dell’organizzazione, insieme al Comune di Taggia, è il Comitato Festeggiamenti di San Benedetto Revelli. E’ possibile avere maggiori informazioni sul loro sito, raggiungibile al seguente link: www.sanbenedettotaggia.com.

La storia

Nel 1625 la Liguria occidentale è coinvolta nelle efferate vicende della Guerra dei trent’anni. Il Ducato di Savoia e la Repubblica di Genova si trovano in conflitto tra loro e il ponente Ligure diviene aperto campo di battaglia.

Il Ducato dl Savoia, tramite i due figli del Duca, Vittorio Amedeo e Felice, ed il Marchese Ludovico Solaro di Dogliani, sferra un duro attacco in tre direzioni: Oneglia e Albenga, Bajardo e Triora e la Val Roya.

Taggia è una fiorente città posta nell’immediato entroterra, la cui vicinanza al mare le conferisce una determinante importanza strategica. Tuttavia, nonostante munita di una discreta difesa militare, sembra ineluttabilmente condannata a soccombere alle ingenti forze nemiche. Di fronte a tale opprimente minaccia il 26 aprile il Parlamento cittadino di Taggia decide di ricorrere all’aiuto divino. Viene pertanto fatto solenne e sacro voto a San Benedetto Vescovo di Albenga affinché con la sua intercessione possa preservare la città dagli orrori del conflitto.

Il voto consiste nel dedicare al Santo ogni anno, la seconda domenica di febbraio una festa di ringraziamento.

Così, infatti, recita la delibera del Parlamento di Taggia del 26 aprile 1625:

“Ci soprastano molti pericoli e sciagure essendo circondati dai soldati del signor Duca di Savoia, li quali vanno occupando molti lochi della serenissima Repubblica e si vanno approssimando, né avendo noi forze da poter resistere né difendersi non ci resta che ricorrere in buona fede e profonda umiltà alla misericordia e benignità del nostro Signor Iddio, procurando con preghiere e lacrime e intercessioni di Santi di placarlo e per conseguenza avendo noi in cielo il glorioso San Benedette Vescovo di Albenga potremo confidare se ricorressimo alla intercessione sua che per mezzo suo otterremo gratie dal Signor Dio Misericordioso e dalla gloriosa Maria Vergine la quale anco per le orationi e meriti di detti Santi ci impetrerà misericordia e saremo sollevati e liberati dalli immensi pericoli. Pertanto facciamo voto fra un anno prossimo e a spese pubbliche edificare un oratorio conveniente a gloria di Dio e di San Benedetto da fabbricarsi nel presente loco con l’ancona della Beata Vergine con Cristo nostro in braccio, San Benedetto da una parte e San Marco evangelista dall’altra con provvederli perpetui temporibus delli ornamenti concedenti pre l’altare e ancora altre cose necessarie senza alcuna arma particolare, ma il tutto a nome e a spese pubbliche, e promette e obbligarsi di festare in perpetuum la sua festa che è alli 12 di febbraio, ne! qual giorno anco in perpetuo si faccia solenne processione visitando detto Oratorio imponendo pena di lire quattro a chi non festerà quel giorno” 

Dopo alterne vicende il 20 agosto finalmente l’esercito savoiardo si ritira sconfitto. Taggia è salva!

Fedeli al loro sacro voto, l’anno successivo, il 12 febbraio 1626, i taggesi festeggiano per la prima volta San Benedetto. Da allora ogni anno, con estrema puntualità, il voto è stato immancabilmente rispettato, con un affetto ed una coerenza tali da far sì che la festa dedicata da Taggia al Santo salvatore oltre a costituire una delle più belle pagine della sua storia, abbia dato luogo alla sentita continuità di una tradizione le cui sfumature confinano spesso con la leggenda.

La notte dei falò

I festeggiamenti di San Benedetto Revelli sono anticipati dalla notte dei falò e dei “furgari”, ricorrenza che si svolge ogni secondo sabato di febbraio. Anche questa tradizione è legata alla figura del Santo originario di Taggia.

La costa del Ponente, periferica e poco protetta, nel IX secolo era in balia delle incursioni dei pirati SaraceniStando alla leggendaSan Benedetto, avvistando al largo le vele dei filibustieri, suggerì agli abitanti di taggia di accendere dei fuochi nelle piazze e nel vie del borgo inducendo i pirati a pensare che la città fosse già stata depredata. Così Taggia si salvò evitando la ferocia dei Saraceni.

La festa ricorda proprio questo stratagemma. I tabiesi ogni anno accendono grandi falò che bruciano per tutta la notte e vengono “sparati” i furgari, canne di bambù riempite di polvere da sparo che, quando accese, creano vere e proprie fontane di scintille e fiamme. La festa è a cura dell’Associazione Fuochi Storici San Benedetto Revelli.