L’OLIVA TAGGIASCA

Pochi sanno che Taggia è la patria dell’oliva taggiasca, un prodotto che negli ultimi anni è arrivato sulle tavole di tutto il mondo e nelle ricette dei più importanti chef italiani e internazionali.

Dalle olive, ottime anche da gustare semplicemente in salamoia (oliva da mensa), grazie a una croccantezza e una sapidità unica nel suo genere, si produce un rinomato olio extravergine famoso per il suo profumo, il suo gusto e la sua delicatezza. Ideale quindi per tutti i piatti, dal pesce ai dolci.

Gli ulivi caratterizzano il paesaggio e l’entroterra di Taggia e della Valle Argentina.

Le tipiche colline terrazzate sono simbolo di un’agricoltura tenace e faticosa, che ha caratterizzato il territorio per centinaia di anni. La forza d’animo dei nostri antenati ha reso produttivi questi luoghi, che oggi ospitano distese di uliveti.

Furono i monaci Benedettini, nel Medioevo, a migliorare la pianta di ulivo attraverso accurate selezioni. Crearono così la cultivar Taggiasca e insegnarono la tecnica del terrazzamento delle montagne, con muri a secco, alla popolazione locale.

 

“Allorquando i monaci Benedettini della romana Pedona e di San Dalmazzo, verso la metà del secolo VII, passando per il valico di Colle Ardente, scesero a Taggia, la trovarono poco più che bambina, rannicchiata intorno all’antichissimo Castello dei Liguri, che sorgeva in mezzo ai due valloni: di Barbarasa a tramontana, di S. Lucia a mezzodi.” 

 

“Monastero, Abbazie e chiese Benedettine a Taggia e Dintorni”

Cav Uff. Prof. G. B. Tirocco

Nei secoli l’affinamento della pianta alle fredde brezze di tramontana e alla calura proveniente dal mare, ha fatto sì che da questa oliva nascesse un olio fruttato al palato e all’olfatto, ma poco amaro e poco piccante al gusto. Un olio rotondo, gentile e delicato, capace di arricchire le pietanze senza però coprire il gusto dei piatti e delle materie prime. Per queste ragione è molto apprezzato in cucina e nei ristoranti gourmet.

Ovviamente, il tipo di coltivazione difficile, fatta di strette fasce e strade impervie, non permette la produzioni di grandi quantità. Un fattore che, però, contribuisce alla qualità e alla cura maniacale con la quale vengono prodotte le olive da mensa, l’olio e tutti i prodotti derivati.

Il testo è realizzato in collaborazione con l’Associazione Oro di Taggia, impegnata nella promozione dell’oliva taggiasca.